Emanuela Lena è nata a Roma nel 1964. Dal 1996 orienta la sua ricerca verso una “pittura materica” che accoglie in sé le ragioni del fare scultoreo. Pietre, legni, oggetti metallici, metamorfizzati dal disuso, ma effusi di luce e forma ‘poietiche’ che si stagliano su fondi dall’impasto corposo, materico, prevalentemente improntato alle variazioni di bianco. “Le tele si presentano come grandi impianti, separate fisicamente in trittici o in serie più numerose di pezzi, frammentate dunque in parti nei supporti distaccati così come scheggiate da segni all’interno della composizione. Costudiscono implacabili cesure verticali e orizzontali, segni arcani, superfici apparentemente essenziali che nascondono dolorose entità imprigionate nella materia. E’ un mondo di silenzi gravidi, di frammenti sospesi sulle tele, di cicatrici appena rimarginate” (Manuela Annibali). Attualmente vive e lavora a Roma.

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